In questo blog si parla di copywriting e di come la forza delle parole possa aiutare le aziende a migliorare la loro reputazione sul mercato, intercettare un numero sempre maggiore di potenziali clienti ed aumentare il proprio giro d’affari. La creazione di contenuti di qualità, però, ha anche un lato oscuro e oltre a rendere possibile la costruzione di una buona reputazione può anche distruggerla. Ecco come.

 

Cosa sono le fake news?

Le fake news sono notizie ben costruite dal punto di vista della forma, ma del tutto inventate, costruite attorno a fatti plausibili che generano scalpore e portano i lettori a sentirsi indignati di fronte a certi comportamenti di gruppi sociali o personaggi particolarmente influenti.
 

Perché vengono create le fake news?

Le fake news hanno un solo obiettivo: screditare qualcuno e/o qualcosa a tal punto da smuovere l’opinione pubblica fino a farle prendere una posizione agli antipodi. Le fake news, infatti, sono costruite in modo talmente credibile da essere prese per fatti di cronaca reale, portando i lettori a provare empatia per le vittime degli eventi raccontati e cercare di fare qualcosa per cambiare lo stato dei fatti.
 
Proprio per il loro impatto sull’opinione pubblica, le fake news sono usate soprattutto in campo politico, per screditare i partiti opposti e la loro ideologia, facendo leva su valori populisti e su temi caldi, come l’immigrazione, la protezione dell’ambiente e degli animali, la criminalità,…
 

Dove si trovano le fake news

Fake newsIl terreno fertile delle fake news sono i social network, dove gli utenti spesso non verificano le fonti, ma condividono articoli e link in modo superficiale, rendendo possibile il dilagare a macchia d’olio di queste “notizie false”. Inoltre le fake news vengono presentate come link a testate giornalistiche con nomi molto simili a quelli di prestigiose testate nazionali, ingannando ulteriormente il lettore poco attento che, convinto di leggere articoli scritti da giornalisti professionisti, iscritti all’albo e con un codice etico riconosciuto, è più propenso a condividere la notizia anche sui suoi profili social.
 

E’ possibile combatterle?

L’unico modo per distruggere il dilagare delle fake news è usare la loro stessa forza, ovvero la diffusione su larga scala tramite i social network. On line esistono diverse pagine Facebook, ma anche portali e siti web dedicati allo smascheramento delle fake news, come bufale.net o Paolo Attivissimo con il suo blog “Il disinformatico”. Quando si entra in contatto con una notizia che sembra vera ma è troppo sensazionale per esserlo, bisognerebbe quindi consultare questi siti e verificarne la veridicità.
 
A volte, inoltre, basta solo inserire in Google il titolo della notizia e leggere velocemente i primi risultati di ricerca. Se lo stesso fatto viene riproposto anche da agenzie come l’Ansa e da testate nazionali, è molto probabile che sia vero, se invece i primi risultati conducono a siti di smascheramento fake news, la notizia è sicuramente falsa e tendenziosa.
 

Quando decidi di condividere una notizia, chiediti sempre se vale la pena e se crea informazione o genera panico. Il web 2.0 è degli utenti e ognuno di noi ha il diritto di fruirne i contenuti, ma soprattutto il dovere di far circolare solo notizie vere e di qualità!