Sebbene la struttura a stella di cui vi ho parlato nell’ultimo post sia a mio avviso la migliore, trovo doveroso dedicare qualche riga anche ad un’altra tipologia di struttura per il blog che viene molto usata, ma per la quale non ho trovato un termine specifico che la identificasse, e ho quindi deciso in modo arbitrario di chiamarla “TOC” . Quella che chiamo struttura “TOC”, infatti, si basa sulla “Table of content”, ovvero l’indice, che la fa da padrone in ogni articolo. Ecco come si costruisce.

Un articolo con tutto il possibile dentro

Nei blog costruiti secondo la struttura TOC si ha un argomento generico che può essere sport, moda, tecnologia, e una serie di articoli molto lunghi che ne affrontano i diversi aspetti. Quando parlo di articoli “molto lunghi” intendo davvero articoli infiniti, composti anche da mille o duemila parole: l’equivalente di 5/6 pagine di word tutte dedicate a un tema specifico affrontato sotto ogni punto di vista, esattamente come accade in una enciclopedia. Va da sé che all’interno di una pagina così lunga, dove a forza di scorrere il testo ci vengono a far male i polpastrelli, al lettore serve qualcosa per orientarsi, ed è qui che entra in gioco la TOC, la tabella dei contenuti che riassume i sottotitoli dell’articolo, per facilitarne la lettura a chi sta cercando proprio l’informazione esposta nell’ultimo paragrafo.

Un indice per orientarsi, ma solo all’inizio

Se da una parte la TOC è davvero utile per orientarsi all’interno del testo, personalmente trovo questa struttura poco efficace perché l’elenco degli argomenti si trova solo all’inizio, e se vogliamo leggere solo determinati aspetti del tema trattato, dovremo tornare ogni volta all’incipit per recuperare la posizione del prossimo paragrafo che vogliamo approfondire. Una volta all’inizio navigare nei paragrafi è molto facile, perché spesso la TOC è cliccabile e ci porta in un baleno nel punto selezionato, ma tornare ogni volta in cima è a mio avviso una perdita di tempo, che va in contrasto con i principi di immediatezza e velocità della Rete.

I vantaggi di una struttura a TOC

Come anticipato, io non sono un’amante della struttura a TOC, ma resta pur sempre una tipologia di blog molto diffusa e per questo qualche pro deve averlo. Ecco i principali:

      • Permette di creare articoli molto lunghi che risultano più interessanti per i motori di ricerca
      • Trasforma il blog in una voce autorevole, perché si arricchisce con approfondimenti dettagliati
      • Raccoglie in un’unica pagina tutte le informazioni riguardanti un argomento e non costringe il lettore a saltare da una pagina all’altra

      Pro struttura TOC

Siamo sicuri che un testo lungo funzioni?

Testo lungo o testo corto è un dilemma su cui si interroga di ogni copywriter e ad oggi non ho ancora trovato un guru che mi desse una risposta univoca. Ad ogni modo, quello che mi sento di dire in merito all’efficacia o meno della struttura TOC riguarda i risultati che permette di ottenere. Concordo sul fatto che un testo lungo sia più interessante per Google e simili e che quindi riesca più facilmente ad ottenere le prime posizioni, ma poi? La lettura a schermo, tanto più se si tratta dello schermo di uno smartphone, è molto diversa dalla lettura su carta e quindi leggere un articolo su un blog è ben diverso da leggere l’approfondimento di una enciclopedia. Questo mi porta a dedurre che un post molto lungo richieda al lettore molta più concentrazione, con il rischio molto più alto che perda il filo. Inoltre, all’interno di un articolo lungo la sua possibilità di scelta è ridotta e non permette, o per lo meno non in modo così immediato come accade nella struttura a stella, di naufragare seguendo il proprio istinto, perché l’ordine di lettura è in qualche modo tracciato dall’indice. Insomma, dal punto di vista dell’esperienza utente resto convinta che la struttura TOC tolga molta interazione e rischi di essere tediosa per il lettore, ma si tratta pur sempre di una mia considerazione. Come si suol dire, ai posteri l’ardua sentenza!

 

 

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